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ELSA ALBONICO e i TRIACA BUM BUM
Canti & Musica Popolare
Concerti, spettacoli, lezioni concerto, intrattenimenti e animazione,
riunioni conviviali
"Antichi
mestieri in musica"
Una delle tematiche più ricorrenti nel canto popolare è sicuramente quella
legata al lavoro. I testi di questi canti presentano in modo ironico e
spassoso figure di artigiani, spesso ambulanti, familiari alla popolazione,
come il muleta (arrotino), il magnan (stagnino) il mulinar (mugnaio),
lo spazacamin (spazzacamino), il pulirö (pollaiolo). Molti testi raccontano
anche le fatiche, le miserie gli impulsi d'amore che alleggerivano le
pene comuni a tanti lavoratori e lavoratrici, che si ritrovavano in gruppo
a condividere la stessa sorte. Noti sono i canti delle mondine, delle
filandiere, del mondo contadino, e con questi ricordiamo anche i canti
dei minatori, dei muratori, degli emigranti e persino dei contrabbandieri.
Le musiche, semplici e orecchiabili, spesso venivano utilizzate per più
testi improvvisati dagli stessi lavoratori. Poi, passando di bocca in
bocca, da un paese all'altro, si adattavano alle circostanze e all'estro
degli esecutori. La presentazione e l'esecuzione dei motivi selezionati
consentirà di delineare in modo piacevole e accattivante la realtà lavorativa
dell'età pre-industriale
"Canta
come mangi"
Non si può negare che l'alimentazione di un popolo rispecchia molto della
sua cultura. Condizionamenti climatici, geografici, storici ed economici,
hanno sempre inciso sulla scelta del cibo. In passato, come si cantava
il lavoro, l'amore, la fede, si cantava anche ciò che si mangiava. Gli
ingredienti erano quelli che offriva l'agricoltura di sussistenza, ma
la fantasia aiutava a colmare la grande fame dei più. Molti sono i canti
che delineano quadri di vita popolare, intrisi di sano umorismo o di drammaticità,
in cui si fa esplicito riferimento agli alimenti. Così cantando e suonando
si ricorda il pane, l'acqua, il sale, le farine, il riso, la polenta,
l'olio, il vino, il latte, i prodotti dell'orto, la cacciagione, le erbe
officinali e velenose, i frutti, i pesci di lago, i salumi, e le antiche
ricette che stanno tornando di moda.
"Sopra
e sotto il vestito"
L'abitudine popolare a cantare tutto ciò che costituiva il vivere quotidiano
ha fatto sì che non ci si dimenticasse nemmeno del vestire. Non si può
parlare di vera e propria moda, perché quella era solo per i pochi ricchi.
Per la gente comune esisteva però un guardaroba da seguire a secondo della
provenienza geografica oltre che sociale. In passato era facile distinguere
il povero dal ricco, il cittadino dal paesano, chi veniva dalla pianura,
da chi scendeva dalla montagna. Anche se l'arte del rivoltare, del rammendare,
del rattoppare, del confezionare su misura, del ricamare, rendeva unici
i capi, sia poveri sia ricchi. La sfilata dei canti parte con il rievocare
il mantello o soprabito, e arriva a "svestire" i personaggi, per mettere
in evidenza i vari elementi dell'abbigliamento, accessori e ornamenti
compresi.
"Dal
baco alla filanda"
Per onorare un'attività che ha segnato profondamente l'economia unitamente
alle condizioni di vita del mondo contadino dell'Italia settentrionale,
e in particolare della regione Lombardia dal XVIII al primo decennio del
XX secolo, vengono proposti i canti e i racconti legati all'allevamento
del baco da seta, al lavoro in filanda, alle storie di giovani "filandere",
al rapporto conflittuale tra le semplici operaie, le assistenti, i direttori
e i padroni. Il prezioso filo dorato cantato in musica porta a scoprire
lo stretto rapporto che intercorreva tra la vita dei cavalee (termine
che indica sia i bachi, sia i bozzoli, oltre ai graticci dove il filugello
si insediava per avvolgersi nel filo di seta), e coloro che in qualche
modo avevano degli interessi legati alla seta.
"Eroine,
mal maritate, donne innamorate"
La proposta vuole mettere in luce la condizione femminile nel passato,
attraverso canti popolari di diverse regioni italiane, scaturiti da matrici
comuni. Dal ricco repertorio di canti narrativi, epico-lirici, che in
genere si basano su casi romanzeschi e leggendari o fatti realmente accaduti,
tramandati dalla tradizione orale, sono stati estrapolati canti in cui
vengono ribadite situazioni ricorrenti, con un elemento onnipresente:
l'amore. Questo viene cantato nelle sue forme più sofferte e patologiche,
spesso segnate dalla tragedia: mogli che uccidono i mariti, o che vengono
giustiziate da questi, padri che eliminano le figlie, amanti avvelenati...
Ma accanto all'amore come generatore di circostanze dolorose, si articolano
situazioni più gioiose e divertenti, ricche di furbizia e ironia.
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